martedì 28 novembre 2017

EMEDOCLE

Le radici dell'universo 
Empedocle di Agrigento era un porta,medico,taumaturgo e mago. Nel poema della natura Empedocle descrive la nascita dell'universo a partire dello sfero in cui si mescolano e confondono il fuoco,l'acqua,la terra,l'aria che rappresentano le quattro radici. 
Tali principi sono eterni,immutabili e identici a se sessi.

Le forze cosmiche 
Egli ipotizza che la causa che spinge gli elementi a separarsi,infrangendo l'unità indifferenziata della sfera,siano due forze cosmiche,l'amore e l'odio,le quali risiedono rispettivamente all'unione e alla separazione dei principi originari.
Mescolando o separando le 4 radici,tali forze determinano la generazione e la dissoluzione di tutte le cose. Gli elementi originari rimangono qualitativamente inalterabili e intrasformabili.
L'azione delle forze cosmiche è continua ad esse si avvicendano constatamente,cosicché a un ciclo di disgregazione dominato dalla contesa ne sempre un altro di riaggregazione presieduto e amore.
Possiamo dire che l'esistenza per Empedocle costituisce il momento intermedio,che non è né pieno amore né piena contesa,bensì la contesa tra i due estremi.

La finalità pratica del sapere di Empedocle 
Risultato immagine per immagini di Empedocle filosofoSi presenta al concittadino di Agrigento come un dio immortale ornato di fuori e bende. Egli promette la liberazione degli affanni e dal dolore. Gli uomini devono giungere alla consapevolezza che la morte non esiste perché il loro essere non si distruggerà. In conclusione,nei versi che ci restano si respira un atmosfera di ammirata compartecipazione alla vita della natura e L'ARDENTE ASPIRAZIONE A GUARIRE L'UOMO.

venerdì 3 novembre 2017

PERMENIDE E IL PENDIERO DELL'ESSERE

Risultato immagine per parmenidePermenide era un filosofo di Elea che in modo radicale pone l'essere al centro della discussione filosofica. Egli affronta il tema dell'opposizione tra essere e nulla,nella sua prospettiva soltanto l'essere è e può essere pensato.

IL POEMA DI PARMENIDE 
Scrisse un poema in versi intitolato sulla natura,di cui ci restano il priam il e vari frammenti delle altre due parti rispettivamente dedicate alla verità e all'opinione.In questo contesto si riflette l'aspirazione a una sapienza sacrale.
SOLO L'ESSERE ESISTE E PUÒ PENSARE 
L'ESSERE è,e non può non essere, mentre il NON ESSERE è e non può essere. Il che significa che soltanto l'essere esiste e che il non essere non esiste e non può neanche essere pensato. Come si vede,si tratta di una prospettiva nettamente antagonista alla concezione domenica nell'uinverso di Eraclito.
Questa visione del mondo statica,è speculare alla concezione politica di Parmenide,un pensatore aristocratico appartenente alla classe che si opponeva sia all'espansione del ceto democratico sia di nuovi salari legati allo sviluppo delle arti meccaniche e tecniche.

ERACLITO E L'ESPERIENZA DEL DIVENIRE

Eraclito fu uno delle personalita piu significative della filosofia arcaica. Nella sua prospettiva ogni cosa è soggetta alla trasformazione,tutti diviene continuamente e la legge universale sottesa a tale mutamento risiede nell'armonia dei contrari.

L'IMMAGINE DI UN UOMO SCHIAVO E SOLITARIO 
La riflessione di Eraclito,vissuto nella città di Efeso tra il 6°e il 5° secolo a.c può essere ricondotta alla tradizione cosmologica  della scuola di Mileto,anche se egli afferma di aver conquistato e se la propria sapienza. La tradizione lo presenta come discendente da stirpe reale.
La sua unica opera si chiama intorno alla natura e di essa ci restano solo frammenti come aforismi brevi ed enigmatici.
 La sua riflessione si può sintetizzare in due nuclei tematici:
-IL FLUSSO UNIVERSALE 
-IL LOGOS E LA LEGGE DEI CONTRARI 

IL FLUSSO UNIVERSALE 
Il punto di partenza di Eraclito è la constatazione che nel mondo non c'e nulla che sia in uno stato di quiete,TUTTO È COSTANTEMENTE IN MOVIMENTO.
Esso afferma che c'è conflitto sia nella città che nella natura e anche l'uomo muta inversamente.
La sostanza che per Eraclito meglio simboleggiare tale universo era il FUOCO,elementi mutevole e distruttoreper eccellenza.

IL LOGOS E LA LEGGE DEI CONTRARI 
Eraclito afferma che dietro la scissione e la trasformazione delle cose di nasconde un ordine razionale che è visibile soltanto agli uomini saggi,ai filosofi,i soggetti che chiamava lui "svegli".
Risultato immagine per eraclitoIl movimento che possiamo osservare nell'universo si presenta come conflitto incessante tra elementi contrari:il bene e il male,la notte e il giorno,l'amore e l'odio... questi elementi si presentano anche come inscindibili e complementari. Per Eraclito tale interdipendenza e inscindibilità dei contrari è la legge fondamentale dell'universo e proprio per sottolineare l'intrinseca razionalità agli la indica con il termine Logos.




lunedì 16 ottobre 2017

I PITAGORICI E LA CONCEZIONE MATEMATICA DELLA NATURA

PITAGORA E LA FONDAZIONE DELLA SCUOLA DI CROTONE
Nel 499 a.C le città della ionia di ribellarono al potere dei persiani che nel 546 a.C avevano occupato il territorio,l'esercito persoano ebbe però la meglio.
Fu un quest'epoca però che il centro della vita culturale della Grecia si spostò nelle colonia greche dell'Italia meridionale. Queste città,splendide e potenti,erano del tutto indipendenti dalla madre patria. In una di queste PITAGORA fondo una nuova scuola filosofica,la fratellanza pitagorica,un associazione politica religiosa.
Molti caratteri della scuola pitagorica fanno pensare a una setta religiosa in cui venivano seguite regole ascetiche. 
I discepoli si dividevano in:
-acusmatici,ai quali era imposta una rigida disciplina di comportamento
-i matematici,i quali potevano fare domande e esprimere opinioni personali.
C'e da notare che tali aspetti di affiancavano a elementi di eccezionale modernità come ad esempio l'accettazione delle donne.
La dottrina fondamentale dei pitagorici riguardano:
-la dottrina dell'animo 
-la dottrina del numero

IL DESTINO DELL'ANIMA E LA RICERCA DELLA PURIFICAZIONE 
Pitagora era mosso dal desiderio di tracciare una via di purificazione per l'anima,concepita come un principio divino e immortale imprigionato nel corpo per una colpa originaria. Gli orfici ritenevano che dopo la morte l'anima fosse destinata a reincarnarsi fino all'espiazione delle proprie colpe.
Pitagora stidia i mezzi per ottenere la liberazione dell'anima dalla vita materiale,questi strumento sono individuati in una prasse di vita ascetica e nell'esercizio della filosofia.

LA DOTTRINA DEL NUMERO 
La vita dell'uomo saggio si caratterizza per ordine e misura che sa tenere a freno gli istinti del corpo,e riguarda anche l'universo.
"La vera sostanza delle cose sta nel numero"

IL NUMERO COME PRINCIPIO COSTITUTIVO DELLA REALTÀ
Il numero è il principio generatore di tutte le cose fatto archè. Per i greci il numero non era qualcosa di astratto ma in punto dotato di estensione spaziale,da cui deriva la geometria. 
Il numero si divide in pari a dispari e anche le cose hanno una natura duplice.
Risultato immagine per pitagorici

martedì 3 ottobre 2017

FILOSOFIA

LA PRIMA RIFLESSIONE FILOSOFICA
I filosofi cercano una risposta razionale a domande di questo tenore:
●QUAL È L'ORIGINE DELL'UNIVERSO
●COME SI SPIEGA LA VITA SULLA TERRA
●PERCHÉ LE COSE SONO COME SONO E ACCADONO COME ACCADONO
La prima riflessione filosofica si sviluppa nella ionia intorno al settimo e sesto secolo proprio per cercare una risposta a simili interrogativi.
Coloro che inaugurarono questo nuovo stile di pensiero sono Talete,Anassimandro e Anassimene,tutti e tre di Milano.
Possiamo affermare con certezza che possedevano alcune fondamentali conoscenze di carattere tecnico-scientifico,ricevute dai salienti della Media e della Bibilonia.
A essi va il merito di essersi interrogati per primi sulla natura multiforme e mutevole del mondo e di aver individuato una causa e un principio originario (dal greco archè).
L'archè rappresenta sia la materia di cui sono fatte le cose,sia la forza che le genera.

TALETE:L'ACQUA COME PRINCIPIO ORIGINARIO
Risultato immagine per immagini taleteTALETE non era affatto una persona distratta e sapeva sfruttare la conoscenza meteorologica per arricchirsi.
Esso pensava che il principio primordiale fosse l'acqua,sulla base dell'osservazione e del buon senso che mostrarono come ogni cosa vivente sia intrisa di questa sostanza. L'esperienza originaria dell'acqua a cui Talete fa riferimento e quella del parto (il bambino nasce rompendo le acque)
Lui pensava che all'origine del mondo ci fosse solo un grande oceano e successivamente si fossero formate le terre e i corpi celesti.






ANASSIMANDRO:L'APEIRON COME FONDAMENTO DEL REALE
Con anassimandro la filosofia approfondisce la sua diversità dei miti cosmogonici agli infatti uso per primo il termine archè e ne individuò la sostanza primordiale che è all'origine dell'universo,in un principio indeterminato detto apeiron.
Risultato immagine per anassimandroRitiene che il principio da cui derivano tutte le cose non possa identificarsi con una di esse. Egli si pone anche il problema del nodo in cui le cose derivano dalla sostanza primordiale. Egli infatti ritiene che si tratti ti un processo di separazione e differenziazione governata da una legge necessaria,lui afferma che la separazione pyo essere fonte di infelicita in ayanto gli individui mantengono la nostalgia per il turto originario.



ANASSIMENE:L'ARIA COME PRINCIPIO DELLE COSE
Anche ANASSIMENE di occupò di ricerche naturalistiche. Egli identifica il primo principio con l'ARIA.
ANASSIMENE Attribuisce al principio primo i caratteri dell'infinita e del movimento incessante.
L'aria è la forza che anima il mondo e il principio di ogni mutamento. La trasformazione e generazione delle cose è spiegato dal processo di condensazione e rarefazione.Risultato immagine per anassimene